Come si diffondono e come possono essere fermate le epidemie?


Nel momento storico che stiamo vivendo sapere come si diffondono le epidemie risulta fondamentale. Lo studio della diffusione di un'epidemia è un argomento ben noto nel campo della fisica e dell'informatica in condizioni di reti senza struttura, tuttavia, ancora più interessante è conoscere la diffusione e la propagazione di un'epidemia all'interno delle strutture di comunità, in quanto una società strutturata determina il comportamento sociale degli individui.

Uno studio condotto dai ricercatori del Virtual Human Dynamics Laboratory (VirtHuLab) dell’Università degli Studi di Firenze e pubblicato nel 2012 su "International Conference on Bio-Inspired Models of Network, Information, and Computing Systems", ha indagato l'influenza del livello globale, locale e comunitario sulla probabilità dell'estinzione di una malattia in diversi modelli di reti sociali.

In questo studio viene esaminata la progressione dell'infezione su diverse reti modulari formate da un certo numero di comunità senza struttura a confronto con reti con una struttura casuale. Risulta che nelle reti senza struttura la progressione dell'epidemia è più veloce che nelle reti casuali con lo stesso grado di connettività. La probabilità di infezione è determinata dalla percezione del rischio degli individui.

Infatti, per quanto riguarda il ruolo della percezione del rischio, risulta che la conoscenza del livello di infezione nel proprio vicinato è la proprietà più efficace per fermare la diffusione di una malattia o di un virus, ma allo stesso tempo è la più costosa in termini di quantità di informazioni richieste, quindi il costo/efficacia ottimale è ottenuto da un compromesso tra diversi parametri. 



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