Il conformismo dal punto di vista delle neuroscienze



Il conformismo è un fenomeno ampiamente studiato in psicologia sociale. Negli ultimi anni però questo fenomeno ha riscosso molto interesse anche dal punto di vista delle neuroscienze che si sono dedicate a studiarne i risvolti a livello cerebrale, cercando cioè di comprendere cosa accade nel nostro cervello quando siamo sottoposti all’influenza sociale. Molto spesso però gli strumenti utilizzati per studiare il funzionamento cerebrale sono costosi e possono creare delle situazioni “non naturali” all’interno delle quali le persone sono chiamate ad agire (come nel caso della risonanza magnetica funzionale)


Uno studio condotto dai ricercatori del Virtual Human Dynamics Laboratory (VirtHuLab) dell’Università di Firenze e presentato nel 2019 alla Annual International Conference of the IEEE Engineering in Medicine and Biology Society (EMBC) ha indagato il fenomeno del conformismo prendendo in considerazione l’attività cerebrale attraverso uno strumento low-cost e meno invasivo, ossia utilizzando uno strumento di registrazione EEG.

Ciò che i ricercatori hanno scoperto è che nel conformarci assistiamo all’attivazione di particolari pattern cerebrali. In modo particolare sono state considerate tre diverse tipologie di attività cerebrale, chiamate P300 (costituisce un indice relativo all’attenzione, al decision making e alla memoria a breve termine), N200 (può rappresentare il conflitto interno sperimentato e la conseguente attivazione di meccanismi di inibizione della risposta) e LPP (è noto per essere elicitato da stimoli affettivi e dallo sforzo cognitivo, e può indicare una regolazione emotiva). I risultati dello studio mostrano come le modulazioni del segnale P300 e N200, possano essere considerate predittive dei fenomeni che caratterizzano fenomeni di influenza sociale quali il conformismo. 

L'insieme dei segnali cerebrali ha così permesso di distinguere chiaramente i soggetti conformisti da quelli non conformisti; in particolare, le correnti N200, P300 e LPP sono significativamente più ampie nel caso di coloro che si conformano alla maggioranza. Pertanto, il presente lavoro conferma i precedenti lavori scientifici presenti in letteratura, nonostante l'uso di una soluzione più economica e meno complessa.


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