Le persone cercano l’aiuto degli altri per risolvere problemi difficili


La cooperazione permette di concentrare gli sforzi di molti individui per risolvere problemi che sono impossibili da risolvere da soli. È anche noto però che nei gruppi si verifichino fenomeni di social loafing (minor grado di sforzo nella condizione di gruppo vs individuale) e free-riding (ottenere benefici senza contribuire al lavoro di gruppo).

Quanti errori facciamo nello stimare i benefici di una collaborazione con gli altri?

Dando ad un gruppo un problema da risolvere, quanto differisce il livello medio di collaborazione di un giocatore rispetto al livello di collaborazione che porterebbe al risultato migliore?

È stato condotto un esperimento dai ricercatori del Virtual Human Dynamics Laboratory (VirtHuLab) con lo scopo di valutare la cooperazione tra individui e il grado di accuratezza del giudizio riguardo alle scelte cooperative per risolvere problemi di crescente complessità, all’interno di gruppi sempre più numerosi.

È risultato che le persone tendono a sottostimare profondamente i benefici legati alla collaborazione quando affrontano problemi facili o quando lavorano da soli o in piccoli gruppi. Al contrario, quando si affrontano problemi difficili o si collabora in grandi gruppi, giudichiamo accuratamente il miglior livello di cooperazione e raggiungiamo facilmente il miglior risultato possibile.

Da quanto emerge dalla ricerca, la composizione del gruppo e i tratti di personalità non incidono in maniera significativa sul comportamento. I fattori che influenzano la percezione dell’utilità della collaborazione e la scelta di collaborare dipendono dalla dimensione del gruppo sociale e dalla difficoltà del compito affrontato.

216 studenti dell’UniFi hanno partecipato allo studio. Nelle sessioni di esperimento i partecipanti hanno affrontato vari giochi in cui sono state variate la numerosità del gruppo (S: 1,3,6,12) e la complessità del problema (R= 1- p (probabilità di vincere): 0.9, 0.7, 0.5, 0.1). Ogni combinazione di R e S è stata giocata 9 volte, ogni volta con giocatori differenti, rendendo i risultati non attribuibili alla composizione del gruppo.

Per ogni gioco sono stati calcolati: la probabilità media di cooperazione (C) e l’agent fitness (AF: guadagno/punteggio totale finale) per ogni gioco. Questi sono stati confrontati con i valori migliori (il miglior grado di cooperazione per avere maggiori probabilità di ottenere il punteggio/guadagno massimo) ottenuti tramite una simulazione virtuale.

I risultati, nel complesso, hanno evidenziato che le persone sottostimano molto i benefici legati alla cooperazione/collaborazione con gli altri quando affrontano problemi semplici o si trovano da soli o in piccoli gruppi ottenendo tendenzialmente risultati inferiori rispetto a quelli che potrebbero ottenere. Invece, quando si trovano ad affrontare compiti più difficili o si trovano in grandi gruppi è più probabile che giudichino in modo più accurato la migliore modalità di cooperazione e ottengano risultati migliori.



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