Modellizzare il crowdsourcing come problem solving collettivo


Coinvolgere cittadini e stakeholders nel generare idee e pratiche costruttive è tra le sfide più interessanti del nostro tempo. Possiamo riferirci a questo processo con il termine di crowdsourcing o “sistema di intelligenza collettiva”.

Il Crowdsourcing è il processo di accumulare idee, pensieri o informazioni da più partecipanti indipendenti, con lo scopo di trovare la migliore soluzione per una data sfida. Le tecnologie informatiche moderne permettono ad un enorme numero di soggetti di essere coinvolti in maniera più o meno spontanea in questi processi.

Nello studio condotto dai ricercatori del Virtual Human Dynamics Laboratory (VirtHuLab) dell’Università degli Studi di Firenze, e pubblicato nel 2015 è stato introdotto un framework di modellazione tramite il quale è stata studiata l’efficacia del crowdsourcing in relazione ai livelli di collettivismo in un gruppo nell’affrontare un problema.

Lo scopo dello studio era modellizzare le interazioni in un gruppo di giocatori, l’intensità della collaborazione media, il fenomeno del free-riding in relazione alla grandezza del gruppo e individuare la grandezza ottimale del gruppo tale da permettere ad ogni giocatore di guadagnare il massimo.

Tramite la simulazione di numerose interazioni è stato possibile evidenziare alcuni risultati in relazione al numero di partecipanti, alla difficoltà del problema, alla probabilità di cooperazione e alla grandezza ottimale del gruppo.

In particolare, i piccoli gruppi che si trovano ad affrontare problemi la cui difficoltà non è estrema tendono a collaborare di più rispetto ai grandi gruppi, mentre per compiti più difficili anche nei grandi gruppi l’individualismo è ridotto.

Inoltre, è emersa una dimensione ottimale per il gruppo, dove le stimolazioni verso il collettivismo e l’individualismo si bilanciano in modo che questi siano ugualmente incoraggiati, indipendentemente dalla difficoltà del compito. La dimensione ottimale permetteva il massimo guadagno per i singoli individui e per il gruppo, indipendentemente dalla difficoltà del compito.

Grazie a questo studio possiamo comprendere meglio il fenomeno del crowdsourcing e capire come sfruttare al meglio le potenzialità della nostra società, oggi sempre più interconnessa.



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