Quali sono le dinamiche che accompagnano la dimissione di un paziente dall'ospedale a casa?




La dimissione di un paziente dall'ospedale a casa non è un processo facile: può essere caratterizzato da diversi problemi, come la ridotta indipendenza nelle attività della vita quotidiana, deficit di cura, problemi nella gestione dei farmaci, problemi sociali, necessità di informazioni e problemi emotivi.

Una figura di rilievo nell'ospedale per quanto riguarda la cura dei pazienti è quella degli infermieri, che sono infatti fondamentali per l'identificazione di questi problemi e per la pianificazione di un trasferimento sicuro dall'ospedale a casa, soprattutto per quanto riguarda la popolazione anziana che risulta essere più a rischio. Per ridurre questi problemi, la pianificazione delle dimissioni deve essere al centro delle cure dei pazienti: studi precedenti indicano appunto che quest'ultima migliora la qualità della vita, così come il coinvolgimento del paziente stesso e la soddisfazione per le cure di dimissione (Preen et al., 2005).

Uno studio condotto da Alberto Dal Molin, Claudia Gatta, Valentina Derossi, Andrea Guazzini, Antonello Cocchieri, Ercole Vellone, Rosaria Alvaro e  Laura Rasero in collaborazione con alcuni ospedali italiani e pubblicato nel 2014 dalla rivista internazionale "Journal of Nursing Knowledge" ha analizzato la validità predittiva e l'affidabilità del Blaylock Risk Assessment Screening Score (BRASS) Index in un ampio gruppo di pazienti.

I ricercatori hanno scoperto che l'indice BRASS può essere uno strumento utile per lo screening dei pazienti al fine di identificare coloro che sono a rischio maggiore di ospedalizzazione prolungata e coloro che hanno bisogno di un programma di dimissioni. L'indice BRASS può essere raccomandato anche per la pratica clinica in quanto, uno screening adeguato del paziente, può avere effetti positivi nel ridurre la durata del ricovero in ospedale. Inoltre, bisogna considerare il vantaggio dell'indice nella semplicità e velocità di somministrazione (per compilarlo bastano circa 3 minuti). Questo strumento può supportare gli infermieri durante il processo diagnostico per identificare appunto i pazienti a rischio di ricovero prolungato e che necessitano di una pianificazione delle dimissioni. 



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