The Stubbornnes effect: come si sviluppano le opinioni in un piccolo gruppo virtuale?

Immagine correlata

Negli ultimi anni, cercare di modellizzare le dinamiche di opinione all'interno dei sistemi sociali è stato oggetto di interesse scientifico. Molti modelli che si basano su relazioni diadiche, hanno prodotto risultati sensibili nel quadro di comunità ampie, che includono effetti dovuti alle influenze del raggruppamento e della minoranza o effetti estremisti. Tuttavia, avvengono molte interazioni sociali nella vita reale all'interno di piccoli gruppi, dove le regole di comportamento possono essere più complesse di quelle catturate dai modelli diadici. 


Uno studio condotto dai ricercatori del Virtual Human Dynamics Laboratory (VirtHuLab) dell’Università degli Studi di Firenze e pubblicato nel 2015 da “Frontiers in physics”, ha esplorato la relazione tra variabili soggettive (come la personalità), i modelli di comunicazione emergenti attraverso le interazioni sociali e le dinamiche delle opinioni tramite una serie di esperimenti che hanno coinvolto 5 piccoli gruppi composti da 10 persone ciascuno.


Ai gruppi era richiesto di discutere, online, su un tema specifico: la sperimentazione animale. Sono quindi state esaminate le correlazioni tra le caratteristiche di personalità e lo stile comunicativo ed è emerso che gli individui che riportano elevati  punteggi di nevroticismo o malinconia, preoccupazione e insoddisfazione sembrano essere meno coinvolti in discussioni positive all'interno della comunità.


Al contrario, fattori come la surgency (riferito a quanto un individuo agisce d'impulso, rapidamente e in maniera originale) e la coscienziosità influenzano il grado di centralità di un individuo all'interno di uno spazio privato di comunicazione in maniera coerente e sono correlati ad un numero medio di messaggi inviati. Essenzialmente, i gruppi si sono polarizzati in due fazioni, portando alla luce un insieme di individui testardi. In generale, la gente testarda sembrava essere più favorevole alla sperimentazione animale, meno incline all'umore negativo durante la conversazione e meno orientata a modificare la propria posizione nel radar pubblico. Questo tipo di comportamento è emerso nei primi 15 minuti, quindi possiamo dire che, all'interno del piccolo gruppo, gli individui testardi possono essere identificati nella fase iniziale di una discussione virtuale.


Nessun parametro soggettivo (età, sesso, personalità, ecc.) ha influenzato l'identificazione di chi cambierebbe opinione durante l'interazione. Questo suggerisce che non esiste una relazione diretta (o semplice) tra la struttura della personalità e il funzionamento delle dinamiche di opinioni. 


Questi risultati suggeriscono che i diversi strati presenti nelle dinamiche di gruppo (cioè livello individuale, dinamica di gruppo e comunicazione) sono profondamente mescolati tra loro; in particolare, l'effetto testardaggine (the Stubbornnes effect)
sembra essere correlato principalmente alle dinamiche caratteristiche delle topologie di rete. In conclusione, i risultati di questo studio indicano che all'interno di piccoli gruppi impegnati in un'interazione virtuale, in cui si affronta una discussione strutturata su un argomento specifico, la dinamica dell'opinione è mediata principalmente dalla struttura del gruppo e dalla sua evoluzione.

L'effetto testardaggine sembra essere correlato solo alla topologia di rete di comunicazione e al grado di affinità; questo dimostra quanto sia complesso prevedere le piccole dinamiche umane (ad esempio: processo decisionale in un gruppo di lavoro, governance of commissions, etc.) In altre parole, il gruppo sembrerebbe richiedere o imporre un certo ruolo agli individui, indipendentemente dalle loro caratteristiche personali.

Comments