Valutare il rischio di phubbing negli individui


Il termine Phubbing (derivato dall’unione delle parole “phone” e “snubbing”) descrive l’azione di ignorare qualcuno che si trova nel proprio ambiente sociale guardando il telefono piuttosto che prestando attenzione all’altra persona. Il tema sta ricevendo sempre più attenzione nell’ambito degli studi sui comportamenti d’uso degli smartphone e degli aspetti psicologici a questi collegati. In particolare, il phubbing può essere definito come una nuova forma di dipendenza in cui la componente compulsiva appare preminente; tuttavia, controllare il telefono ignorando l’interlocutore può anche essere collegato alla maggiore disponibilità di ambienti sociali virtuali. 

Per approfondire meglio l’argomento, è stato condotto uno studio con l’obiettivo di individuare le determinanti del phubbing tramite un modello multidimensionale che comprenda le variabili sociodemografiche e psicologiche che dall’analisi della letteratura scientifica risultano collegate a questo comportamento. 

Nello studio realizzato dal Virthulab (Guazzini, Duradoni, Capelli, Meringolo, 2019) pubblicato sulla rivista Future Internet è stato sviluppato un modello multidimensionale del phubbing prendendo in considerazione alcune dimensioni psicologiche e le abitudini collegate all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Information and Communications Technologies, ICTs). Tramite la somministrazione online di un questionario sono stati raccolti dati su un campione di 394 individui. 

I risultati hanno indicato una relazione tra il phubbing, le variabili collegate all’uso dei social media e le variabili psicologiche. In particolare, a partire dai dati ottenuti è stato individuato il miglior modello in grado di predire il comportamento di phubbing, come composto da: comportamento d’uso delle ICTs, ansia di tratto, nevroticismo e senso di comunità virtuale. Lo studio ha dimostrato, inoltre, un forte legame tra il phubbing e i comportamenti di dipendenza online (e.g., dipendenza da social media, dipendenza da internet)

Questi risultati possono fornire linee guida utili per la realizzazione di servizi online in grado di ridurre al minimo gli effetti dannosi come il phubbing e di promuovere il benessere degli utenti.

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